La prevenzione primaria (profilassi) delle patologie infettive a trasmissione sessuale è stata ed è prevalentemente basata anche sull’astensione dai rapporti sessuali e sull’utilizzo di dispositivi fisici (come i profilattici) che riducono l’esposizione diretta all’agente infettivo. Purtroppo, per quanto concerne l’HPV, l’uso del profilattico sembra ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione, ma solo parzialmente. Per questo la vaccinazione per l’HPV, attualmente rimane la migliore arma per difendersi dal contagio.
Prevenzione secondaria (Pap Test)
Per prevenzione secondaria si intende diagnosticare la malattia il più precocemente possibile, prima che si manifesti a livello clinico.
La prevenzione della neoplasia è stata condotta da anni attraverso l’esame citologico denominato Pap test. Dalla sua introduzione nel 1955 ha sicuramente contribuito alla drastica riduzione (6-7 volte) dell’incidenza del carcinoma della cervice uterina nei paesi occidentali. Il Pap test consiste in un prelievo, attraverso una spatola e spazzolino, di alcune delle cellule del collo dell’utero, che muoiono e si staccano nel corso del normale processo di ricambio dei tessuti. Successivamente viene analizzato per la ricerca al microscopio di eventuali cellule anormali.
In Italia, i programmi di screening cervicale, attivati o in via di attuazione in gran parte delle Regioni, prevedono l’esecuzione di un Pap test ogni tre anni nelle donne tra i 25 e i 64 anni.
Il Pap test, tuttavia, ha alcune limitazioni rappresentate:
- dalla modesta sensibilità (30% -87%), risultante in una rilevante componente di falsi negativi;
- da una specificità (86% -100%) che non è esente da falsi positivi (soggetti sani erroneamente indicati come affetti da patologie).
Attualmente lo screening ha a disposizione un’ulteriore arma diagnostica: l’identificazione e la caratterizzazione dei ceppi di HPV che possono essere presenti nel tratto genitale.
Questa indagine diagnostica biomolecolare ha una sensibilità̀ > 90% e una specificità̀ > 99% per l’identificazione di singoli ceppi di HPV o di gruppi di HPV.
La specificità̀ clinica invece è bassa, poiché́ la presenza di HPV non è necessariamente associata alla presenza di patologie. Pertanto, le due metodiche (citologica e molecolare) sono complementari e in alcune condizioni cliniche necessarie per la corretta valutazione diagnostica. Lo screening è quindi importantissimo per il follow up e per la precocità diagnostica.
Non vanno poi dimenticate le indagini utili ad approfondire quali colposcopia anoscopia e laringoscopia per eventuali forme tumorali che possono colpire la gola.
Trattamento
Il trattamento delle infezioni da Papilloma virus si basa sulla cura dell’esito e la decisione su quale trattamento sia più indicato, si effettua anche sulla base della considerazione che le modalità di cura attualmente disponibili non sono del tutto efficaci. Va tenuto conto inoltre che molte verruche scompaiono spontaneamente. L’obiettivo del trattamento è l’eliminazione delle lesioni piuttosto che l’eliminazione del virus.
I trattamenti classici delle varie manifestazioni del virus, sono stati trattati nella scheda malattia del papilloma virus, che vi invitiamo a leggere per avere un quadro completo della malattia.
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